Tra Pietra e Medioevo
Torre Pietra è tra le caseforti canavesane più particolari. Come suggerisce il nome, è quella che più ricorda una torre: rappresenta uno dei pochi esempi con funzioni molteplici, tra cui anche quella di avvistamento. E’ interamente edificata sopra un grande masso roccioso che emerge dal suolo.
La costruzione, che raggiunge i 13 metri d’altezza, è realizzata completamente con pietre locali, in particolare gneiss occhiadino.
I maestri di pietra e i muratori medievali, grazie a grande abilità e con pochissimi e basilari attrezzi come mazze, martelli e scalpelli lavorarono la pietra con straordinaria perizia, si può osservare la posa dei cantonali e dei portali in pietra.
Dobbiamo immaginare un grande fermento: un cantiere che, al ritmo costante di scalpello e martello, procedeva verso l’alto man mano che le murature si innalzavano. Di quell’attività restano ancora visibili le buche pontaie sulle pareti, tracce delle impalcature costruite sul posto con legname proveniente dai boschi circostanti, lavorato e legato, insieme a sistemi di corde e carrucole per sollevare i grandi massi.
All’interno del primo piano si conserva una fascia di pietre disposte a spina di pesce (opus spicatum). Questo motivo caratteristico accomuna le quattro caseforti più significative del territorio: è presente in modo ancora più vistoso nella Casaforte di Servino, nella Casaforte di Onsino e nella leggendaria Casaforte di Pertia.
L’opus spicatum, il caratteristico motivo “a spiga”, fu ampiamente utilizzato in epoca romana e tardo antica; nel Medioevo venne ripreso frequentemente in chiese e costruzioni fortificate come castelli e mura di cinta. Lo si ritrova in ciò che rimane del castello dei Silvesco a Salto, particolarmente nella cinta muraria, ma anche nella Torre di Carlevato (Torre Rotonda) a Cuorgnè e in moltissime altre strutture medievali del territorio. L’impiego di questa tecnica sembra avere sia una funzione estetica sia strutturale: secondo alcuni studiosi, infatti, contribuirebbe al rinforzo della muratura.
A Torre Pietra si possono osservare altre peculiaritĂ tipiche delle caseforti, come le nicchie praticate nella muratura, qui sono disposte a coppie.
Nella Casaforte di Onsino, ad esempio, si trovano singole, mentre nella Casaforte di Pianei compaiono in serie. Inoltre, Torre Pietra condivide con la Casaforte di Pertia le riseghenella muratura interna: il terzo e il quarto piano lo spessore dei muri si riduce, aumentando così lo spazio interno.
Il Restauro della Torre
Prima del restauro, la torre versava in uno stato di significativo degrado: la copertura era compromessa e i piani interni erano ormai scomparsi. Alcuni portali erano privi delle porte lignee originali e le finestre avevano perso gli scuri che ne permettevano la chiusura.
L’intervento ha previsto il rifacimento del tetto utilizzando materiali ed essenze coerenti con quelli storicamente presenti. Le travi sono state realizzate in legno di castagno e sono state recuperate dalla copertura originale le lastre di pietra (lose) già presenti, preservando l’aspetto storico e materico della torre. La sommità è stata consolidata tramite un cordolo, garantendo una maggiore stabilità complessiva dell’edificio.
All’interno, i travi e l’assito ligneo in castagno sono stati riposizionati, mettendo in risalto le murature perimetrali e rispettando la struttura originaria. Le nuove porte sono state realizzate seguendo il disegno di quelle storiche, mentre al posto degli scuri mancanti sono state posizionate finestre in armonia con l’estetica dell’edificio.
Grazie a questi interventi, la torre ha recuperato la sua integritĂ strutturale e il suo valore storico-architettonico, mantenendo fedelmente le caratteristiche originali dei materiali e delle tecniche costruttive.
Bibliografia
Una Casaforte della Montagna Canavesana: Il “castello” di Pertica - Angelo Paviolo
Caseforti Montane nell’alto Canavese. Quale futuro? Micaela Viglino Davico
L’uomo del Medio Evo - Fernando Vittorino Joannes
Uomini e terre in Canavese, tra etĂ Romana e Mediovo - Marco Cima